La questione dell’evento nella filosofia contemporanea - download pdf or read online

By Michele Di Martino

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Dissent and Philosophy within the center a long time bargains students of Dante's Divine Comedy an vital realizing of the political, philosophical, and non secular context of the medieval masterwork. First penned in French through Ernest L. Fortin, certainly one of America's most efficient thinkers within the fields of philosophy and theology, Dissidence et philosophie au moyen-%ge brings to gentle the complexity of Dante's proposal and artwork, and its relation to the important issues of Western civilization.

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Italian variation - "In Italia Garibaldi e Dante hanno sempre ragione: di loro non si può parlar mai male; e almeno in keeping with il primo dei due, ciò è passato in proverbio. Neppure noi qui parleremo male di Dante. Non accrediteremo consistent withò su di lui pie leggende: ciò è dovuto alla verità e alla storia". Il Dante di Corni, che tiene conto di una eccezionale mole di fonti, scioglie miti consolidati da secoli di tradizione.

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Diano, op. , p. . Introduzione  principio il nulla e si producono “da sé”» . Il che, ovviamente, non esclude che ciò che accade possa essere dall’uomo ricompreso in vista dei propri fini, anche modificandoli, venendo così dotato di un senso. Diverso è il discorso per gli stoici, per cui è più opportuno parlare di «tyche-destino» . Il perno attorno a cui ruota il pensiero degli stoici non è la forma, ma l’evento come «momento di un processo che si chiude nel ciclo, un verbo del discorso divino» senza connotazioni di valore: «gli eventi sono necessari e questa necessità è provvidenza: ogni evento è un bene?

Scrive Bergson – ed il passaggio è corsivizzato, il che indica il suo valore di definizione, di definizione in senso spinoziano, di definizione che deve costituire una premessa assiomatica del discorso –: «Chiamo materia l’insieme delle immagini, e percezione della materia queste stesse immagini riferite all’azione possibile di una certa immagine determinata, il mio corpo» . Il seguito del presente contributo consisterà in un commento scandito in due tempi a questa proposizione. . L’immagine in sé Partiamo dalla definizione di materia come «l’insieme delle immagini».

La realtà è esorcizzata: la trama delle relazioni simpatetiche, sulle quali opera il magico, si rompe, i regni della natura si dividono, i movimenti e le forze rientrano nei limiti delle grandezze: [. . ]: le potenze abbandonano la sfera delle cose visibili, che s’apre al dominio dell’uomo [. . ]: dal ciclo dell’evento si staccano gli dei della forma . Così l’evento – termine con cui Diano propone di tradurre la parola greca tyche – non trovando più un posto proprio all’interno del mondo delle forme, viene da Aristotele ripreso come quel fatto che, non necessitato da nulla, può irrompere nell’esistenza dell’uomo e produrre «un capovolgimento completo della vita» .

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